I BlackJack prosegue l’avventura Cap.10

I BlackJack prosegue l’avventura – 00 la band entusiasta del successo del disco e galvanizzati dal tour in giro per l’Europa, decisero di sposare in pieno il progetto Milledischi Records, firmando, senza rifletterci più di tanto ,tutte le carte delle quali Benny  Leone, il manager, aveva bisogno per garantirsi il loro totale controllo.

Leone si era dimostrato, ancora una volta, un grande uomo di business, era riuscito a mettere in piedi il suo progetto, trovando cospicui fondi per creare la “MilleDischi”, etichetta che si sarebbe occupata in toto dei I BlackJack, Aveva riunito in questo progetto dei vecchi satrapi della discografia italiana (Crocetta ad altri nomi illustri, oggi difficilmente identificabili),  che erano stati convinti da Benny Leone della possibilità di costruire intorno al gruppo un fenomeno mai visto in Italia, al pari della Beatlemania inglese.

La band si trovo improvvisamente a disporre di una grande quantità di denaro, messa a disposizione dalla neonata casa discografica, che puntava fortemente sui futuri progetti del gruppo, tanto da concedere ai ragazzi e il loro manager finanziamenti illimitati. Il primo disco, unito alla grande capacità comunicativa e manageriale di Leone, li aveva resi delle star con appena 15.000 copie vendute. La difficoltà di reperire l’album e i molti dettagli, talvolta fantasiosi, sulla produzione del disco , che spesso hanno rasentato il “giallo”, basti pensare alla voce per la quale uno dei finanziatori fosse Frank Bevilacqua, boss della Ligera, la mala milanese, erano serviti a creare intorno ad una band, fino a pochi mesi prima sconosciuta, una vera aurea di leggenda.

L’entusiasmo iniziale per il progetto comincia piano piano, come vedremo nei prossimi capitoli, a prendere una piega diversa: i risultati creativi iniziano a scarseggiare e i ragazzi della band cominciano a diventare più famosi per le loro stravaganze e le loro liaisons con alcune donne dell’epoca.

Benny Leone, in un clima che comincia a farsi difficile intorno al gruppo,  per cercare di calmare i suoi investitori decise di convincere la band dal 1967 al 1969 a fare uscire una serie di singoli che ebbero comunque un ottimo successo, come continuavano ad averlo i live della band, che si contraddistingueva per le grandi performance, esuberanti e coinvolgenti.

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